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Data e ora 15/12/2017 20:00 Tipo Riunione Assemblea
Relatore Livello di Club
Luogo Teatro Garibaldi indirizzo

Il Teatro del Pero di Comiso presenta KEN LUDWIG “Cercasi tenore” (1986) commedia in due atti regia GIAMPAOLO ROMANIA con (in ordine di apparizione) MARIA TERESA STRADA – MARCO COMITINI – SALVO GIORGIO – EVELINA FIDONE – SALVO PURROMUTO – MAURIZIO GRAZIOSO – ALESSANDRO CAMPO – LORENA PELLIGRA – GRAZIA FLORIDIA – SANTINA BONÌ scene e luci SALVO LAURETTA costumi MARIA GRAZIA PELLIGRA musiche a cura di SALVO GIORGIO Le debolezze umane dietro il genio, umanissimi vizi a braccetto con le virtù artistiche in una sfrenata danza degli opposti: questo il sottofondo della commedia che Ken Ludwig ha dedicato allo sfavillante mondo dell’opera lirica, che – pur dietro i suoi lustri e la sua presunta facciata elitaria ed esclusiva – nasconde retroscena molto quotidiani, comuni ad ogni àmbito delle vicende umane. Il genio, in questo caso, è quello di Pedro Almador, un tenore spagnolo famoso in tutto il mondo per la sua voce inimitabile, sensibile tanto alle note musicali quanto alle gonnelle e alla bottiglia, e accompagnato nelle sue tournèe da una moglie che mal sopporta i suoi vizi ma che non riesce ad abbandonarlo una volta per tutte. Giunto a Parma per una rappresentazione dell’Otello di Giuseppe Verdi, Pedro si troverà alle prese con un impresario teatrale viscido e senza scrupoli – avida e meschina parafrasi di fin troppe figure “manageriali” che si aggirano nel mondo dell’arte – intorno al quale ruota un variegato campionario di umanità che ritrae quasi tutti i “tipi” possibili e conosciuti: la giovane e viziata figlia Rita, che riversa nella sua infatuazione per Pedro le sue insoddisfazioni personali ma che in realtà nasconde un animo sensibile che sogna avventure romantiche; Giulia, la presidentessa del Comitato dell’Opera, che si dedica all’arte solo per la sua facciata da “bel mondo” senza riuscire a distinguere la Tosca dalla Traviata; Diana e Amanda, le femmes fatale di turno, due soprano che per far carriera non disdegnano di scendere a qualunque compromesso possibile; ma soprattutto Tom, il segretario dell’impresario, succube del suo superiore ed eterno fidanzato insoddisfatto di Rita, che il destino vorrà coinvolto in un gioco inizialmente più grande di lui ma dal quale egli uscirà vincitore su tutta la linea. Il classico tema del “sosia”, pilastro della commedia fin dai tempi antichi, viene qui ripreso in chiave originale e condito da una serie di equivoci che si intrecciano strizzando l’occhio ad un’atmosfera erotica resa sempre con la giusta prurigine ma anche con il giusto equilibrio; ivi ricomprendendo anche i goffi tentativi di “entrare nelle grazie” del celebre tenore condotti dai due valletti dichiaratamente omosessuali che lavorano nel prestigioso albergo dove Pedro risiede, due esilaranti figure che presentano tutte le caratteristiche della classica coppia comica dell’avanspettacolo. La pièce originale di Ken Ludwig – ambientata a Cleveland e con il protagonista nei panni di un tenore italiano – viene qui presentata in un riadattamento italiano (dove, allo scopo di conservare la sua natura esotica, il tenore diventa spagnolo): ma la lingua e l’ambientazione hanno poca importanza quando, come in questo caso, l’autore è in grado di padroneggiare tutti gli elementi della comicità con maestria e con un gusto peculiare ed universale. A condire il tutto, una particolare scenografia sdoppiata in due ambienti paralleli, con un conseguente gioco di luci che rende ancor più viva ed incalzante l’azione ed esalta l’intreccio che l’autore ha saputo creare ed il regista è riuscito a rendere con nitida forza espressiva. (nella foto i protagonisti della serata)